di Emilia Morelli
La direttrice dell’Intelligence americana Tulsi Gabbard lascia l’incarico. Ufficialmente per motivi familiari, ma emergono indiscrezioni su tensioni con la Casa Bianca
La direttrice dell’Intelligence nazionale degli Stati Uniti Tulsi Gabbard ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni dall’amministrazione guidata da Donald Trump. La decisione, anticipata da Fox News e confermata da diverse fonti americane, diventerà effettiva il prossimo 30 giugno.
Nella lettera indirizzata al presidente, Gabbard ha spiegato di voler lasciare l’incarico per assistere il marito Abraham, al quale è stata diagnosticata una rara forma di tumore osseo. La direttrice dell’intelligence ha parlato della necessità di allontanarsi dalla vita pubblica per affrontare insieme alla famiglia una fase particolarmente delicata.
Trump annuncia il successore temporaneo
Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha ringraziato Gabbard per il lavoro svolto alla guida dell’intelligence statunitense, definendolo “incredibile”. Il presidente americano ha inoltre annunciato che il ruolo verrà affidato temporaneamente al vice direttore Aaron Lukas.
Secondo la Casa Bianca, la scelta di Gabbard sarebbe legata esclusivamente alla situazione familiare. Tuttavia, nelle ultime ore sono emerse ricostruzioni differenti provenienti da ambienti vicini all’amministrazione.
Le indiscrezioni sulle tensioni con la Casa Bianca
Alcune fonti citate da Reuters sostengono infatti che la dirigente sarebbe stata spinta alle dimissioni dalla stessa amministrazione Trump.
Negli ultimi mesi Gabbard aveva mostrato posizioni considerate troppo prudenti rispetto alla linea dura della Casa Bianca sull’Iran. Trump stesso aveva dichiarato pubblicamente che la direttrice dell’intelligence fosse “più morbida” rispetto a lui sul dossier nucleare iraniano.
Le tensioni interne sarebbero aumentate dopo l’esclusione di Gabbard da alcune decisioni strategiche sulla politica estera e sulla sicurezza nazionale, compresa la pianificazione di operazioni contro il Venezuela di Nicolás Maduro.
Il caso Joe Kent e lo scontro sull’Iran
A complicare ulteriormente la posizione della direttrice sarebbe stata anche la vicenda del suo consigliere più vicino, Joe Kent, dimessosi nelle scorse settimane criticando apertamente la linea dell’amministrazione nei confronti di Israele e dell’Iran.
Kent aveva accusato il governo israeliano di aver spinto Trump verso una visione più aggressiva della minaccia iraniana. Le sue dimissioni avevano già evidenziato profonde divisioni interne all’apparato di sicurezza americano.
Una guida contestata ma centrale nell’era Trump
La gestione di Gabbard all’Office of the Director of National Intelligence è stata spesso al centro di polemiche e contrasti politici. Ex deputata democratica e candidata alle primarie presidenziali del 2020, negli ultimi anni si era progressivamente avvicinata alle posizioni del movimento trumpiano, soprattutto sui temi della politica estera e della sicurezza nazionale.
La sua uscita rappresenta ora un nuovo cambio ai vertici della sicurezza americana in una fase particolarmente delicata per gli Stati Uniti, tra crisi mediorientale, tensioni internazionali e campagna elettorale in vista delle elezioni di metà mandato.
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