di Lana Blanc

Nella notte, alcuni attivisti della Flotilla, fermati dalle autorità israeliane, sono rientrati in Italia, tra Fiumicino Airport e Milan Malpensa Airport. Nei loro racconti denunciano di essere stati bendati, picchiati e trattenuti con fascette ai polsi durante la detenzione

Gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla for Gaza rilasciati dalle autorità israeliane, al loro arrivo hanno raccontato di aver subito violenze fisiche e psicologiche durante la detenzione, descrivendo condizioni «disumane» e parlando di pestaggi, umiliazioni e abusi. Nel frattempo il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiede all’Unione Europea sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.

Antonio Tajani ha definito «inaccettabili» le azioni compiute contro gli attivisti della Flotilla, accusando il ministro israeliano Ben-Gvir di aver «superato la linea rossa». Arrivando alla ministeriale NATO, il ministro ha spiegato di essere già in contatto con i colleghi europei per promuovere sanzioni a livello comunitario. Secondo Tajani, «i diritti umani devono essere rispettati indipendentemente dal giudizio politico sulla Flotilla». La questione potrebbe essere affrontata già la prossima settimana durante la ministeriale Esteri dell’UE prevista a Nicosia. Per adottare eventuali sanzioni sarà però necessaria l’unanimità dei 27 Paesi membri.

«Siamo tornati con le ossa rotte»

Le testimonianze degli attivisti descrivono ore di forte violenza. Antonella Mundu racconta di essere stata rinchiusa «in una gabbia di ferro» durante il trasferimento verso il porto, mentre fuori «i cani abbaiavano e graffiavano sul metallo». Luca Poggi parla invece di un ritorno «con le ossa rotte», dopo un’esperienza definita umiliante e traumatica.

Marco Montenovi, 43 anni, descrive pestaggi e torture fisiche: «Mi hanno buttato a terra, colpito in quattro, stringevano le fascette ai polsi e poi le strappavano via. Cercavano perfino di slogarmi la spalla». Un altro gruppo di attivisti è rientrato a Roma passando da Istanbul, dopo un volo charter partito da Eilat. Tra i primi a tornare in Italia, via Athens, anche il giornalista Alessandro Mantovani e il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, che ha denunciato: «Ci pestavano dicendo “Welcome to Israel”».

Le denunce e il video di Ben-Gvir

Il team legale italiano della Global Sumud Flotilla ha già presentato una denuncia alla Procura di Roma ipotizzando il reato di sequestro di persona. Nei prossimi giorni verranno raccolte nuove testimonianze e gli attivisti potrebbero essere ascoltati dalle forze dell’ordine. Al centro dell’indagine finirà anche il video diffuso sui social da Itamar Ben-Gvir, in cui alcuni partecipanti alla missione appaiono inginocchiati, con le mani legate dietro la schiena, mentre vengono derisi. Parallelamente, il team legale internazionale starebbe valutando iniziative anche dinanzi all’International Criminal Court.

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