di Redazione

Il ministro ha definito l’accaduto «inaccettabile» e ha ribadito l’impegno dell’Italia nella difesa della libertà religiosa.

 

La politica italiana reagisce con fermezza e trasversalità all’episodio avvenuto a Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme, quando al Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, Francesco Ielpo, è stato impedito l’accesso per la celebrazione della Messa.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’accaduto «inaccettabile», annunciando la convocazione dell’ambasciatore israeliano per chiarimenti. Tajani ha sottolineato la gravità di un episodio senza precedenti, ribadendo l’impegno dell’Italia nella difesa della libertà religiosa.
Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso la vicinanza del governo ai religiosi coinvolti, definendo il divieto «un’offesa non solo ai credenti, ma a chiunque riconosca il valore universale della libertà di culto».
Parole analoghe sono arrivate anche dal vicepremier Matteo Salvini, che ha parlato di un gesto «inaccettabile e offensivo», lodando la risposta dell’esecutivo, e dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha espresso solidarietà ai religiosi e vicinanza ai cristiani del Medio Oriente, auspicando piena chiarezza sull’accaduto.
Dura anche la posizione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l’episodio «grave e senza precedenti», evidenziando come metta in discussione un principio fondamentale quale la libertà religiosa.
Dal fronte dell’opposizione, Nicola Zingaretti ha parlato di «violazione dei più elementari diritti», mentre Stefania Craxi ha espresso «profonda indignazione», sottolineando la particolare gravità dell’episodio avvenuto in una ricorrenza centrale per il mondo cattolico.
Ancora più duro l’intervento di Angelo Bonelli, che ha attaccato direttamente il governo israeliano e il premier Benjamin Netanyahu, parlando di un atto di ostilità verso la comunità cristiana e inserendo l’episodio nel più ampio contesto del conflitto in corso.
Nel complesso, emerge una reazione compatta delle istituzioni italiane nel denunciare l’accaduto e nel ribadire la centralità della tutela della libertà religiosa, considerata un principio imprescindibile in ogni contesto internazionale.

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