di Redazione
Tensione politica alla vigilia della manifestazione “No Kings” a Roma. L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha denunciato un controllo di polizia avvenuto all’alba nella sua stanza d’albergo, parlando di “controllo preventivo” e arrivando a definire l’Italia “ormai un regime”.
Secondo quanto riferito dalla parlamentare sui social, l’intervento degli agenti sarebbe durato oltre un’ora e sarebbe collegato al clima politico e alle recenti misure sulla sicurezza. Salis ha denunciato un presunto “Stato di polizia”, rivendicando il diritto a manifestare senza intimidazioni.
Di tutt’altro tenore la ricostruzione della Questura di Roma, che ridimensiona l’episodio. Le autorità spiegano che l’intervento è stato un “atto dovuto” scaturito da una segnalazione proveniente da un Paese terzo europeo, nell’ambito dei consueti meccanismi di cooperazione internazionale tra forze di polizia. Gli agenti, secondo la versione ufficiale, si sarebbero limitati a richiedere i documenti senza effettuare perquisizioni né accedere alla stanza; una volta identificata Salis, il controllo sarebbe stato immediatamente interrotto.
La Questura esclude inoltre qualsiasi collegamento tra l’episodio e la manifestazione in programma, negando che si sia trattato di un controllo preventivo legato all’ordine pubblico.
Sul piano politico, la vicenda ha suscitato la reazione di Alleanza Verdi e Sinistra. I leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni parlano di fatto “gravissimo” e chiedono chiarimenti al ministro dell’Interno, evocando il rischio di una compressione delle libertà democratiche.
L’episodio si inserisce così in un clima già teso, tra accuse di deriva securitaria e la replica delle istituzioni che rivendicano il rispetto delle procedure e degli obblighi internazionali.
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L’articolo Manifestazione contro la guerra a Roma. Scoppia il caso Salis proviene da Associated Medias.

