di Ennio Bassi

Convocato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri del 27 marzo 2026 affronta un’agenda ampia: dal decreto-legge fiscale alle ratifiche internazionali, fino a numerosi schemi di decreti legislativi su difesa, sanità, mercati e sicurezza dei prodotti

Si riunisce oggi, venerdì 27 marzo 2026 alle ore 17.00 a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri n. 166, con un ordine del giorno particolarmente articolato che riflette le priorità politiche ed economiche dell’esecutivo.

In apertura, l’esame di uno schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, misura destinata a incidere direttamente sul quadro finanziario nazionale. A seguire, spazio alla politica estera con due disegni di legge per la ratifica di accordi di cooperazione nel settore della difesa: uno con l’Egitto, relativo alla proroga di un memorandum già in vigore dal 1998, e uno con il Kuwait, siglato a Roma nel gennaio 2026.

Sul fronte sanitario, il Consiglio esaminerà provvedimenti riguardanti sia l’organizzazione delle professioni sanitarie sia l’istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili, quest’ultimo in fase di esame definitivo.

Ampio rilievo assumono anche le norme di attuazione degli statuti speciali per le regioni Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, con interventi che spaziano dal coordinamento della finanza pubblica alla tutela del bilinguismo amministrativo, fino alle competenze in materia di alta formazione artistica e musicale.

Particolare attenzione è dedicata al comparto della difesa, con due schemi di decreti legislativi in esame definitivo: uno sulla revisione dello strumento militare nazionale e l’altro sulla riorganizzazione della sanità militare. A questi si aggiunge un decreto del Presidente della Repubblica volto a rafforzare gli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa.

Non meno rilevanti le misure economiche e regolatorie, tra cui la riforma organica dei mercati dei capitali, la revisione del sistema degli incentivi alle imprese e l’adeguamento della normativa nazionale a diversi regolamenti europei, in particolare sulla sicurezza dei prodotti e sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali.

Infine, tra i temi emergenti, figura l’attuazione della direttiva europea sui mercati del gas rinnovabile, naturale e dell’idrogeno, segnale della crescente centralità della transizione energetica nell’agenda governativa.

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