di Redazione
Le Nazioni Unite lanciano un intervento straordinario per sostenere Cuba, colpita da una grave carenza di carburante. L’iniziativa punta a garantire servizi essenziali mentre proseguono i negoziati con gli Stati Uniti
Le Nazioni Unite hanno presentato un piano di emergenza da 94,1 milioni di dollari destinato a sostenere Cuba, alle prese con una profonda crisi energetica. Il progetto prevede, tra le varie misure, un sistema di monitoraggio del carburante con l’obiettivo di permettere importazioni a fini umanitari, attenuando gli effetti delle restrizioni sul petrolio introdotte dagli Stati Uniti all’inizio dell’anno.
Secondo Francisco Pichón, coordinatore Onu sull’isola, l’iniziativa è fondamentale per garantire la continuità dei servizi essenziali in un contesto sempre più critico. Il rischio, ha spiegato, è che l’esaurimento delle scorte di combustibile possa provocare un rapido peggioramento della situazione, con conseguenze gravi anche per la popolazione.
L’organizzazione sta lavorando a un’intesa con Washington basata su un sistema di tracciabilità delle forniture, elemento ritenuto cruciale per rendere operativo il piano. Tuttavia, la riuscita dell’intervento resta strettamente legata alla possibilità di assicurare flussi energetici sufficienti.
Questo programma si inserisce in un quadro già compromesso, aggravato dai danni causati dal recente uragano Melissa. Nel frattempo, la popolazione cubana continua a fare i conti con blackout prolungati, spesso superiori alle venti ore quotidiane, e con severe misure di razionamento imposte dalle autorità.
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